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sabato, gennaio 24, 2009

Guido Rossa

In questi giorni mentre facevo Zapping sul satellite casualmente sono capitato su Rai Educational 2 che stava programmando un interessantissimo documentario sugli anni di piombo in Italia.

In specifico il canale satellitare, stava trasmettendo uno speciale dedicato a Guido Rossa un Operaio Sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse sul calare degli anni settanta.

Il documento d'archivio a lui dedicato è molto toccante, si analizza attraverso filmati d'epoca la sua vita, con l'approfondimento dei suoi colleghi di lavoro.

Sul web ho trovato una lettera che Guido Rossa scrisse ad un suo amico che con lui condivideva l'hobby della Montagna e delle scalate.


15 febbraio 1970 lettera di Guido Rossa all´amico Ottavio, compagno di vette e scalate.

" Da parecchi anni mi ritrovo sempre più spesso a predicare agli amici l´assoluta necessità di trovare un valido interesse nell´esistenza. Un interesse che si contrapponga a quello quasi inutile dell´andare sui sassi, che ci liberi dal vizio della droga che da troppi anni ci fa sognare e credere semidei, superuomini, chiusi nel nostro solidale egoismo, unici abitanti di un pianeta senza problemi sociali, fatto di lisce e sterili pareti sulle quali possiamo misurare il nostro orgoglio virile, il nostro coraggio, per poi raggiungere il meritato premio, un paradiso di vette pulite e perfette, scintillanti, dove per un attimo o per sempre possiamo dimenticare di essere gli abitanti di un mondo colmo di soprusi e di ingiustizie, di un mondo dove un abitante su tre vive in uno stato di fame cronica, due su tre sono sottoalimentati, e dove, su 60 milioni di morti all´anno, 40 milioni muoiono per fame. Per questo penso che anche noi dobbiamo finalmente scendere giù, in mezzo agli uomini, a lottare con loro, allargare fra tutti gli uomini la nostra solidarietà, che porti al raggiungimento di una maggiore giustizia sociale, che lasci una traccia, un segno tra gli uomini di tutti i giorni e ci aiuti a rendere valida l´esistenza nostra e dei nostri figli...."

Ciao Guido!

Mangia.

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